“Ma un’altra radiografia? Non fanno male?”
È una domanda che ci sentiamo fare spesso, ed è legittima.
Partiamo da qui: senza radiografia, un dentista vede solo la superficie. Tutto ciò che sta sotto la gengiva o dentro l’osso resta invisibile. Carie tra i denti, infezioni alla radice, cisti, lo stato dell’osso, la posizione di un dente incluso: nulla di tutto questo si vede a occhio.
Curare senza guardare significa procedere per ipotesi. E in medicina, le ipotesi non bastano.
Sulla sicurezza. Le tecnologie digitali di oggi non hanno nulla a che vedere con le pellicole di vent’anni fa. Le dosi si sono ridotte enormemente, e ogni esame viene prescritto solo quando serve davvero.
Da Celsus utilizziamo esclusivamente strumenti a bassissima emissione: radiografie endorali ai fosfori di memoria, ortopantomografia digitale, TAC cone-beam di ultima generazione.
Perché per noi la mini-invasività non riguarda solo la chirurgia. Riguarda anche la diagnostica: ottenere il massimo delle informazioni con il minimo impatto sulla persona.
Il vero rischio non è fare una radiografia quando serve. È curare senza sapere cosa si sta curando.