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🎓 5 cose che (forse) non sai sulla tua mente

SPOILER: è autodistruttiva, come quella di tutti noi… per cui consolati 😇

👉🏼 1. Chiusura cognitiva 

La ricerca di certezze può portarci a diventare intransigenti, ad assumere una posizione e a tenerla anche se arrivano prove che confutano le nostre credenze. Gli psicologi la definiscono “chiusura cognitiva”. Secondo uno studio di un team di psicologi tedeschi e italiani, gli individui meno sensibili al bisogno di chiusura cognitiva riescono a risolvere i problemi meglio della loro controparte. 

👉🏼 2. La TV può aiutarci?

Alcune ricerche condotte dall’Università di Buffalo, negli Usa, hanno analizzato l’ipotesi secondo la quale spesso usiamo le tecnologie (tv, internet ecc.) per provare un sentimento di appartenenza che la vita reale non riesce sempre a soddisfare. Dai risultati di un esperimento, gli studiosi di Buffalo hanno compreso che un programma televisivo di nostro gradimento può funzionare persino come protezione dal crollo dell’autostima e dal sentimento di abbandono che seguono la fine di una relazione. 

👉🏼 3. La realtà digitale come rifugio istintuale

Secondo lo psicologo John Cacioppo, la solitudine non dipende dal numero di persone che abbiamo intorno, ma dall’incapacità di ottenere dagli altri ciò di cui abbiamo bisogno emotivamente. Ecco perché ricorriamo a personaggi virtuali per l’appagamento dei nostri bisogni. E più ci affidiamo a loro, più il nostro cervello li ritiene “rilevanti”, sebbene non siano reali (o non abbiamo con loro rapporti nella realtà). «Siamo animali guidati dal bisogno e cerchiamo la via meno ardua per ottenere ciò che ci serve», scrive DiSalvo, «in qualunque forma ci si presenti, e l’immersione nella dimensione digitale ci fornisce la via più agevole che (droghe a parte) sia mai stata inventata.» 

👉🏼 4. Desideri impossibili

Uno studio pubblicato nel 2012 sulla rivista Psychological Science ha dimostrato che se il desiderio di qualcosa (o qualcuno) viene frustrato, inizieremo a provare emozioni negative verso di esso. Il che non significa un rifiuto: piuttosto cercheremo di ottenere la cosa (o la persona) desiderata anche se non ci interessa più. Secondo DiSalvo «è un’esperienza che tutti conosciamo bene: se desideriamo una cosa ma non riusciamo a ottenerla, allora la vogliamo».

👉🏼 5. La stabilità è autodistruttiva?

Il nostro cervello ama la stabilità. L’incertezza costituisce una minaccia: man mano che aumenta, si attiva l’amigdala (risposta alla minaccia) e diminuisce l’attività dello striato ventrale (risposta di ricompensa). Purtroppo però la stabilità tanto agognata dalla nostra mente è nemica dell’evoluzione umana, in quanto ci impedisce di esplorare nuove possibilità e ci condanna a perpetrare comportamenti autodistruttivi.

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