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Dott. Eugenio Rampinelli - medico chirurgo DIRETTORE SANITARIO

I miei pazienti sono stati la mia grande famiglia” [Intervista con il dott. Eugenio Rampinelli]

Buon compleanno dott. Eugenio Rampinelli! 

Sono 69 le candeline da spegnere e abbiamo colto l’occasione per fare una breve intervista al nostro Direttore Sanitario, che ripercorre con noi i suoi quarant’anni sul campo e condivide la sua opinione in merito all’attuale situazione di emergenza che l’Italia sta vivendo.

Buongiorno dott. Rampinelli. Sappiamo che era molto appassionato al suo lavoro ed apprezzato dai suoi pazienti che ancora oggi la ricordano con nostalgia. Ci vuole spiegare quando e perché ha deciso di interrompere la sua attività lavorativa come medico di base?

“Buongiorno a tutti. Innanzitutto, vi ringrazio sia per gli auguri, 69 anni non sono tanti ma neppure pochi, sia perché mi viene data la possibilità di ripercorrere i miei quarant’anni di attività professionale come medico di famiglia.

Sono stati quarant’anni intensi, impegnativi ma ricchi di soddisfazioni, iniziati da giovane medico che per fortuite circostanze si è trovato a curare circa 3.500 pazienti in un periodo in cui ancora non era stato istituito il servizio di guardia medica per cui si era in campo H24, sette giorni alla settimana.

I miei pazienti sono stati la mia grande famiglia e quando oggi li incontro per strada non perdono occasione per manifestarmi il loro affetto e la loro riconoscenza. Posso solo dire che questo mi riempie di gratificazione.”

Cosa ha fatto in questi tre anni post pensionamento, periodo solitamente critico per una persona abituata a lavorare intensamente?

“Ho sempre svolto due ambulatori al giorno, uno ad accesso libero e l’altro con visite su appuntamento e ho seguito i pazienti terminali anche nei giorni festivi.

Ma tutto nella vita ha un inizio ed un termine e quando a 66 anni mi sono reso conto che la mia resistenza psicofisica incominciava a diminuire, e di conseguenza rischiavo di non poter continuare ad assicurare gli standard assistenziali a cui avevo abituato i miei pazienti, ho preferito cessare l’attività.

Per evitare una possibile sindrome del neopensionato ho deciso di trasferire la mia residenza all’estero, precisamente in Portogallo, paese comunque con cultura latina e socialmente evoluto.

È stata una esperienza interessante che mi ha permesso di fare wash out professionale.”

Cosa pensa di fare nel futuro, avendo ancora un’età che le permette molto?

“Per il futuro eventualmente effettuerò delle supplenze ai miei colleghi medici di famiglia e continuerò ad occuparmi della direzione sanitaria del centro medico Celsus, che il prossimo anno compirà trent’anni, cercando di fornire la mia esperienza ed avvalendomi delle importanti innovazioni tecnologiche apportate da mio figlio Giulio, responsabile della branca odontoiatrica.

Ma, soprattutto, vorrei veder crescere le mie due nipotine e poter dedicare loro del tempo.

Come vedete gli impegni non mi mancheranno.”

Scontata ma doverosa: cosa ne pensa dell’attuale situazione con COVID-19?

“Purtroppo, dobbiamo combattere una guerra contro un nemico invisibile di cui conosciamo poco o niente se non che è altamente diffusibile e contro cui attualmente non disponiamo di terapie efficaci, se non un responsabile comportamento individuale che limiti il contagio.

La storia ci insegna che tutte le epidemie, dalla peste al colera, dal SARS all’Ebola, alla fine, anche se con un alto costo umano, sono state sconfitte, per cui dobbiamo mantenere un atteggiamento positivo perché di certo sconfiggeremo anche questa.”

Come sta gestendo la situazione in qualità di direttore sanitario del centro medico Celsus?

“Attualmente nel nostro centro sono state adottate tutte le disposizioni vigenti per cercare di contrastare la diffusione del COVID-19: dagli appuntamenti contingentati al termoscanner, al lavaggio obbligatorio delle mani per i pazienti alla sanificazione degli ambienti, e così via dicendo.”

Si parla di richiamare al servizio i medici in pensione, è pronto a ritornare ad indossare il camice per dare il suo contributo nel risolvere l’emergenza sanitaria lombarda?

“Temo che la pandemia, perché di questo si tratta, sia solo all’inizio e perdurerà per qualche mese. 

In questo periodo verranno prese misure correttive continue tra cui non è da escludere anche un nostro nuovo reclutamento, e non potremo tirarci indietro.

Credo nella Sanità lombarda, è senza dubbio una delle più valide al mondo e anche in questo caso sarà un punto di riferimento.

Intanto dovremo modificare le nostre abitudini di vita e seguire le indicazioni da essa fornite, finché non verrà realizzato un vaccino efficace.

Ma rinunciamo a queste tristi riflessioni e torniamo al mio compleanno.”

Ha ragione, come lo festeggerà quest’anno?

“Come lo festeggerò quest’anno?

In nessun modo. Niente ristoranti né cene domestiche con figli e nipoti, ma rintanato in casa con mia moglie confidando di poter festeggiare qualche altro compleanno in futuro.

Colgo infine, questa occasione per inviare un caloroso augurio di buona salute e lunga vita a tutti i miei ex pazienti, che ricordo sempre con tanta simpatia ed affetto.”

Di nuovo, buon compleanno dott. Eugenio Rampinelli!

Se vuoi ricevere maggiori informazioni sui provvedimenti che abbiamo adottato per garantire un servizio efficiente e sicuro ai nostri pazienti, scrivici su info@celsus.it o chiamaci allo 0290963962.

Anche in questo momento delicato facciamo in modo di prenderci cura della tua persona.

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